AstronomiaNews

Presentata la mappa della via lattea.

gaia_s_first_sky_map
Prima versione della mappa creata dal satellite GAIA. Fonte: Agenzia Spaziale Europea.

Il satellite dell’agenzia spaziale europea mostra una dettagliata mappa della via lattea in 3D che servirà come punto di riferimento da ora in avanti.

Numerose le stelle censite dal satellite, infatti i numerosi puntini luminosi non sono altro che i corpi celesti appartenenti alla nostra galassia.
Oltretutto sono tantissime le stelle dalle prioprietà simili al nostro sole.
Questo è l’attuale risultato della missione Gaia dell’Agenzia Spaziale Europea(ESA).

A Madrid durante una conferenza stampa dell’ESA, sono stati rese pubbliche queste informazioni, circa un miliardo le stelle identificate, di cui sono stati raccolti dati riguardanti la magnitudine e la loro posizione con una precisione senza precedenti.

Gli scienziati hanno raccolto anche numerosi altri dati, riguardanti il moto delle stesse e il monitoraggio di oltre tremila stelle variabili.
Tutto ciò ha dato il via a diverse analisi e risultati nel mondo della ricerca scientifica.

Ma il progetto non finisce qui, infatti tutto ciò andrà avanti per altri cinque anni ed andrà a formare il più grande database stellare mai creato.

In questo progetto, sono numerosi gli scienzati italiani che hanno un ruolo fondamentale nelle ricerche.

Il satellite GAIA.

11014845_923260914401635_982444848268182770_n
La stessa via lattea, in una meravigliosa foto di Luca Concas.

Il satellite GAIA (acronimo di Global Astrometric Interferometer for Astrophysics) è stato lanciato il 19 dicembre del 2013.
Svolge una missione spaziale astrometrica per l’ESA ed è il proseguio della missione Hipparcos, e facente parte del programma scientifico Horizon 2000.
Adesso si trova in una posizione dove Terra, Sole e Luna non occupano il suo raggio visivo, dove c’è una buona stabilità termica ed un basso livello di radiazioni.

GAIA effettuerà la categorizzazione di una quantità indescrivibile di stelle fino alla magnitudine 20, con una precisione mai resa possibile fino ad adesso.
La prima versione del catalogo stellare contiene i risultati delle osservazioni condotte dal 25 luglio 2014 al 16 settembre 2015.
L’Italia sta partecipando attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) in diversi settori della missione.

L’altissima risoluzione ottica degli strumenti utilizzati permetterà anche l’identificazione di eventuali pianeti che si trovano al di fuori del nostro sistema solare, si stima infatti che al termine della missione, saranno stati individuati circa 8000 pianeti extrasolari e circa 1000 sistemi solari.
Il pianeta più piccolo individuabile da GAIA ha una massa pari a quella di Giove, cioè 300 volte quella terrestre.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button