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Il Giardino di Ninfa, un paradiso di puro incanto (Video)

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Il giardino di Ninfa è un monumento naturale della Repubblica italiana situato nel Lazio, esattamente in Cisterna di Latina.
Il nome di questo antico borgo deriva da un tempio di epoca romana.
Questo è stato costruito nei pressi del giardino e dedicato alle ninfe, divinità dei boschi, delle acque e delle sorgenti.
Il giardino ancora oggi sembra un richiamo agli elementi di queste divinità.
Infatti è attraversato da numerosi ruscelli e dal fiume omonimo che irrigano le numerose specie di piante che fanno parte dello spettacolo che è Ninfa.

Il Giardino di Ninfa, importante per la biodiversità

Ad oggi il Giardino di Ninfa ha una grande importanza anche dal punto di vista conservazionistico.
All’interno sono presenti più di 1300 specie introdotte ed oltre 100 specie di uccelli censiti.
Il WWF ha stabilito un’oasi con l’obiettivo di proteggere l’avifauna di quest’area.
L’obiettivo è perseguito tramite un sistema di aree umide (scientificamente conosciute per la loro importanza dal punto di vista ecologico).
Qui gli uccelli possono sostare e nidificare grazie anche alla posizione strategica del giardino che si trova sulla traiettoria di una delle principali rotte migratorie che dall’Africa portano a varie aree dell’Europa.
Un altro obiettivo nella progettazione di questo giardino è stato ricreare aree che ospitano la vegetazione tipica della zona prima degli anni Trenta.
Questa vegetazione rappresenta quella precedente alla bonifica della zona pontina.

Ad oggi quindi, il giardino è un’area di estrema importanza sia dal punto di vista faunistico, sia dal punto di vista floristico.
Questo grazie ad aree adibite per le specie autoctone, mentre altre per quelle introdotte appositamente con lo scopo di migliorare la biodiversità e il comparto artistico di questo luogo.
Tra le specie presenti ci sono ciliegi e meli ornamentali che nel periodo primaverile fioriscono regalando uno spettacolo eccezionale.
Insieme a questi sono presenti anche diverse varietà di magnolie, betulle, iris e aceri giapponesi.

Purtroppo le fioriture non sono visibili nelle immagini del video che è stato girato in autunno del 2020, in un breve periodo di allentamento della pandemia globale di covid-19.

Storia del Giardino di Ninfa

In ogni caso il giardino di Ninfa non è solo natura, ma anche storia.
I ruderi presenti all’interno di questo giardino testimoniano la presenza di un’antica città che raggiunse il massimo splendore nel XIV secolo.
Il Giardino vanta al suo interno numerosi edifici dall’architettura unica tra case, chiese, mulini, ponti fino a culminare nella grandezza del castello Caetani.
Quest’ultimo è stato costruito nel XII secolo e ampliato successivamente da Pietro Caetani, alla cui famiglia deve il nome.

Nel 1298 infatti Benedetto Caetani, noto come Papa Bonifacio VIII, acquistò Ninfa ed altri territori limitrofi per suo nipote Pietro, segnando l’inizio della presenza della famiglia in questo territorio.

Tuttavia l’architettura cittadina fiorì dall’XI secolo quando Ninfa assunse il ruolo di città vera e propria e fu governata da varie famiglie nobiliari sotto i quali crebbe anche l’importanza economica e politica del luogo.

Quando si parla del Giardino di Ninfa è inoltre impossibile non citare la decina di chiese che fanno parte del suo comparto artistico con la chiesa di Santa Maria Maggiore che è ancora visibile al giorno d’oggi con i suoi ruderi.

Nel 1382 purtroppo però, Ninfa fu saccheggiata e distrutta dalle truppe sostenitrici dall’antipapa nel Grande Scisma.
La città fu quindi definitivamente abbandonata e mai ricostruita anche a causa della malaria che infestava le zone limitrofe, così che gli ultimi abitanti abbandonarono il borgo che diventò una città fantasma.

La rinascita del giardino di Ninfa

Marguerite Chapin, moglie di Roffredo Caetani introdusse nuove specie di arbusti e rose.
Ma soprattutto negli anni trenta del novecento, aprì le porte del giardino al circolo di letterati ed artisti delle riviste letterarie fondate da lei, ovvero “Commerce” e “Botteghe Oscure”.

L’ultima erede e giardiniera fu la figlia Lelia, che curò il giardino come un grande quadro (essendo lei una pittrice).
Insieme alla madre Marguerite introdusse numerose specie e curò ulteriormente lo stato del giardino.
Donna Lelia istituì infine la fondazione con il nome del padre Roffredo Caetani nel 1972 a cinque anni dalla sua morte per tutelare la memoria del Casato Caetani e per preservare il giardino di Ninfa e il castello Caetani di Sermoneta.

Oggi il giardino di Ninfa costituisce un luogo di rara bellezza che unisce storia, natura ed arte.
Purtroppo è un po’ troppo poco conosciuto o sottovalutato ma saprà stupirvi con le sue piante in fiore, con i suoi ruderi e con i suoi giochi d’acqua regalandovi un’esperienza indimenticabile.
Sperando che questa pandemia possa essere ormai alla fine in modo da poter visitare questo e gli innumerevoli luoghi che l’Italia ha da offrirci.

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Gianmarco Virzì

Web designer, programmatore laureato presso la facoltà di Scienze Naturali dell’università di Bologna, ha attualmente molteplici passioni come: i viaggi, la storia, la cultura (apprezza particolarmente quella giapponese), le arti marziali, il fitness, la cucina, la musica (suona la batteria), la fotografia e l’informatica. Ama la natura e tutto ciò ad essa collegata e da questo nasce la sua linea di pensiero, che può essere riassunta con una citazione di S. Agostino: “il mondo è un libro e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina” Il suo sogno è di intraprendere la carriera da divulgatore scientifico e di contribuire alla conservazione degli ecosistemi ed alla gestione del territorio.

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