Foresta tropicale di Sumatra

La foresta tropicale di Sumatra è considerato patrimonio dell’umanità Unesco ed è un sito considerato in pericolo dal 2004.

La foresta si trova sull’omonima Isola di Sumatra in Indonesia ed è composta da tre parchi nazionali: il Gunung Leuser, Kerinci Seblat e il Bukin Barisan Selatan.
La foresta una volta ricopriva tutta l’isola adesso invece è limitata solamente all’area del parco.
Questa è importante per la grandissima biodiversità che ospita, sia animale che vegetale.
La foresta si estende su territorio di oltre 25.000 km2 che comprende sia pianure che montagne.

Leopardo nebuloso del Borneo.

Il GLNP, il più settentrionale, è lungo 150 km, largo oltre 100 ed è il più montagnoso dei tre. Il 40% del parco è composto da pendii scoscesi che superano i 1500 metri. Solo il 12%, nella parte meridionale, si trova sotto i 600 metri. Undici picchi superano i 2700 metri ed il punto più alto, il monte Leuser, arriva a 3466 metri.
Anche il BBSNP misura 350 km di lunghezza ma con una larghezza media di soli 45 km. I due terzi settentrionali sono rocciosi, ad un’altezza media di 1500 metri e con un picco, il monte Pulung, a 1964 metri. La parte meridionale è più bassa; 90 km formano un promontorio ed il parco costeggia il mare per metà della sua lunghezza. Molti fiumi provengono dal parco, che contiene numerosi laghi e sorgenti termali.
Il KSNP si trova al centro e si estende per 350 km costeggiando il monte Barisan, largo circa 45 km e con un’altezza di 2000 metri. La metà settentrionale contiene una catena montuosa meno elevata, tra gli 800 ed i 1500 metri. Tre quarti del parco sono costituiti da montagne. Il punto più alto, che è anche il vulcano più alto dell’Indonesia, è il monte Kerinci, 3805 metri.


Rafflesia arnoldii è una pianta parassita della famiglia delle Rafflesiaceae, originaria di Sumatra.
È da considerare la pianta con il fiore tra i più grandi del mondo: un metro di diametro[1]. Si caratterizza anche per il fetore nauseabondo che emana.

Le montagne hanno un’escursione termica annuale molto ridotta con alte temperature, alta umidità e parecchie piogge per nove mesi l’anno, 7 nelle zone più aride. Questo clima ha favorito la formazione di nuove specie e l’aumento della loro varietà. Il GLNP riceve 3000 mm di pioggia a nord, e 4657 mm nelle pianure meridionali. Le temperature oscillano tra i 21 °C ed i 28 °C mentre l’umidità è sempre superiore al 60%, soprattutto oltre i 1700 metri. Nel KSNP le piogge sono di 2990 mm, le temperature vanno da 16 a 28 °C e l’umidità è sempre al 77/90%. Nel BBNP le rocce occidentali vengono bagnate soprattutto dai monsoni di novembre e maggio: le piogge sono di 3000/4000 mm. La parte orientale è più asciutta, con precipitazioni di 2500–3000 mm e temperature tra i 20° ed i 28 °C.

Il GLNP fa parte delle 18 regioni indonesiane classificate dal WWF tra le 200 regioni al mondo più importanti per il mantenimento della biodiversità. Vi si trovano 174 mammiferi, 3 specie endemiche e 21 specie segnalate come a rischio nel 2000. Si conosce poco dei mammiferi più piccoli. Sono state trovate 380 specie di uccelli, 13 delle quali endemiche e 52 a rischio. Tra le specie più importanti vi sono: ponghi, rinoceronti di Sumatra, ed altre scimmie. Tra le piante le più preziose sono le già citate Rafflesia arnoldi e l’aro titano. Invece tra gli uccelli i pigliamosche blu di Rueck e le anatre dalle ali bianche.

Nel KSNP si trovano 85 mammiferi, 5 endemici e 23 a rischio; 370 uccelli, 13 endemici e 58 a rischio. Tra i mammiferi più importanti ci sono il leopardo nebuloso del Borneo, il tapiro asiatico, ed il rinoceronte di Sumatra. Tra gli uccelli ricordiamo il cuculo di Sumatra. tra le piante merita una menzione la Hopea beccariana.

Il BBSNP contiene 98 mammiferi, 1 endemico e 25 a rischio; 379 uccelli, 7 endemici e 58 a rischio; 59 rettili ed anfibi. BBSNP ha le stesse specie aviarie di KSNP. Tra i mammiferi più importanti l’elefante di Sumatra e la tartaruga liuto.

Eruzione del super vulcano Anak Krakatoa.

L’assetto tettonico dell’Indonesia è molto complesso, in quanto questa zona rappresenta il punto d’incontro di diverse placche.
Tra queste ci sono: la Placca Euroasiatica (continentale), la Placca Australiana (continentale), la Placca delle Filippine (oceanica) e la Placca del Pacifico (oceanica).
La subduzione della Placca Indiana al di sotto della Placca Euroasiatica porta alla formazione dell’arco vulcanico (bacini di Retroarco) nella Indonesia dell’Ovest, ciò la rende una delle placche sismicamente più attive del pianeta con una lunga storia di eruzioni e terremoti dalla potenza catastrofica (tra le più importanti l’eruzione del Krakatoa).

La catena vulcanica attiva è responsabile della formazione delle isole di Sumatra, Java, Bali e Nusa Tenggara

Assetto tettonico dell’area Indonesiana.

La più grande fossa nell’area si trova ad ovest dell’Indonesia ed è conosciuta come la grande fossa di Sumatra, che si estende lungo l’isola di Sumatra per circa 1900km.
La formazione della fossa si deve alla discesa delle zone più antiche di crosta oceanica in subduzione al di sotto della placca ad ovest di Sumatra.

Un’altra fossa molto importante è quella di Palu-Koro che attraversa la parte centrale dell’isola di Sulawesi e si estende al largo verso ovest oltre lo stretto di Makassar e termina nel Borneo.

La fossa di Sorong invece si trova nella zona ad est dell’Indonesia e prende il nome dall’omonima città.
Questa si estende dalla parte settentrionale della Papua occidentale fino alla zona est di Sulawesi per oltre 2000km.

  • Panthera tigris sumatrae
  • Neofelis diardi
  • Tapirus indicus
  • Dicerorhinus sumatrensis
  • Cyornis ruckii
  • Carpococcyx viridis
  • Pongo abelii
  • Elephas maximus sumatranus
  • Dermochelys coriacea
L’aro titano (Amorphophallus titanum), considerata una delle piante con la più grandi infiorescenze.
  • Rafflesia arnoldii
  • Amorphophallus titanum
  • Hopea beccariana

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