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Animali marini sempre più a rischio.

Fonte: greenme.it
Fonte: greenme.it

Nel corso degli ultimi anni stanno diventando sempre più gravi i danni subiti dagli ecosistemi marini.
Mai come oggi specie animali hanno rischiato l’estinzione di massa, questo per colpa della pesca intensiva(principalmente), dei cambiamenti climatici, dell’acidificazione degli oceani e più in generale della presenza invasiva dell’uomo.
Questo tipo di pesca uccide molto frequentemente animali che non finiscono sulle nostre tavole e che non hanno nessun tipo di utilizzo secondario, rendendo le loro morti vane.
Le specie in via d’estinzione comprendono principalmente gli animali di grande taglia.

A denunciare la situazione sempre più critica è l’università di Stanford, attraverso un nuovo studio diretto da Jonathan L. Payne, che successivamente è stato pubblicato sulla rivista Science.

Anche i rifiuti che non si degradano rappresentano un grave pericolo per gli animali marini. Fonte: farebio.it
Anche i rifiuti che non si degradano rappresentano un grave pericolo per gli animali marini. Fonte: farebio.it

Lo studio è stato effettuato attraverso un analisi approfondita dei materiali fossili, da cui i ricercatori sono riusciti principalmente ad estrapolare dati sulle dimensioni e la tipologia di fauna a rischio.
Gli scienziati hanno analizzato vertebrati e molluschi ed hanno comparato numeri e classi delle specie estinte negli ultimi anni con quelle delle cinque estinzioni di massa avvenute nel passato.

Queste tipo di conseguenze non si sono mai verificate, neanche a causa dei sopracitati eventi naturali che hanno portato ingenti cambiamenti sul nostro pianeta.
Questo perchè in passato l’attività umana non ha mai avuto tecnologie che permettessero questo tipo di pesca così dannosa, che è riuscita a raggiungere perfino i fondali, aree in cui sono presenti in maniera numerosa le specie più fragili.

lumache di mare
Lumache di mare.

Nella lista degli esemplari a rischio ci sono grandi lumache di mare, barriere coralline (che a loro volta nutrono le stelle marine), tonni e merluzzi.

Ancora una volta la parola chiave è “sostenibile“, infatti la soluzione è rappresentata principalmente da un modello di attività che favorisce i piccoli pescatori e che va contro alla pesca industriale, che fa stragi di animali della stessa dimensione, della stesse specie, che ha un impatto eccessivo sulla popolazione marina e che favorisce gli sprechi.

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